 L'ecografia è una tecnica che consente di esaminare gli organi del nostro corpo con l'utilizzo di onde sonore ad altissima frequenza (ultrasuoni non udibili dall'orecchio umano) che attraversano i tessuti. La sonda invia nel corpo impulsi di onde sonore che vengono riflesse dai tessuti che incontrano, creando echi: tali echi (onde di ritorno) sono trasformati in immagine sul monitor. Le immagini corrispondono a sezioni degli organi esaminati. E' possibile eseguire l'esame ecografico anche durante la gravidanza in quanto non si utilizzano radiazioni ionizzanti nocive per il feto. Talvolta, nel primo trimestre è necessario introdurre la sonda in vagina (ecografia transvaginale) per consentire una visione più dettagliata dell'utero e del suo contenuto. Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica clinica da oltre 25 anni e non sono mai stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sull'organismo umano. L'ECOGRAFIA IN GRAVIDANZA Cosa si vede con l'ecografia in gravidanza? Nei primi 2-3 mesi di gravidanza, con la misurazione della lunghezza del feto, è possibile valutare se lo sviluppo corrisponde all'epoca gestazionale valutata in base alla data dell'ultima mestruazione. Talvolta questa data non è ricordata esattamente oppure le mestruazioni non sono regolari: un'ecografia eseguita nei primi 3 mesi consente di datare con precisione l'epoca della gravidanza o l'eventuale sede anomala d'impianto. Si visualizzano l'attività pulsatile del cuore, i movimenti fetali ed il numero di feti. Più tardi, dal quarto mese in poi, si effettuano le misurazioni della testa, dell'addome e del femore fetale: i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento. Si può così valutare se le dimensioni del feto corrispondono a quelle attese per l'epoca della gravidanza. In questo stesso periodo si visualizzano: la sede di inserzione placentare, la quantità di liquido amniotico ed alcuni organi del feto (strutture intracraniche, cuore, reni, vescica, stomaco, parete addominale, arti). Il sesso del feto è evidenziabile dal quarto mese: la possibilità di definirlo dipende dalla posizione del feto. E' perciò possibile, anche a termine di gravidanza, non riuscire a determinare il sesso se la posizione del feto non è adatta. E' possibile valutare gli organi interni del feto? Sì, è possibile. Oltre alle strutture che vengono misurate normalmente si visualizzano le strutture endocraniche, il cuore, la vescica, le reni, lo stomaco e le ossa lunghe degli arti. Esami dettagliati di certi organi (ecocardiogramma fetale) vengono eseguiti solo in caso vi sia un'indicazione particolare. L'ecografia ostetrica di II livello. Viene eseguita su indicazione specifica (pregresso figlio con malformazioni, difetti congeniti presenti in uno dei genitori, infezioni materne in gravidanza , malattie materne quali epilessia e diabete, sospetto di malformazione fetale riscontrato durante l'esame di screening ecc.) e consente una valutazione più dettagliata dell'anatomia fetale, spesso mirata alla ricerca di determinate anomalie, a seconda del motivo per cui è eseguito l'esame. La possibilità di rilevare un'anomalia dipende dall'organo interessato, dalla sua dimensione, dalla posizione del feto nell'utero, dalla quantità di liquido amniotico, dallo spessore della parete addominale materna e dall'epoca di gravidanza. E' possibile che alcune lesioni, anche importanti, non siano rilevate; ciò si verifica in almeno 1/3 dei casi. Quanti esami ecografici è bene fare nel corso della gravidanza? Nella gravidanza normale vengono eseguiti tre esami: nel primo trimestre, nel secondo trimestre (a 20-22 settimane) e nel terzo trimestre (a 30-34 settimane). Su indicazione del medico, e/o qualora suggerito dalla situazione clinica, l'ecografia può essere effettuata anche in altre date. Può essere necessario, in alcuni casi, ripetere l'esame più volte: questo verrà consigliato dallo stesso medico curante. L'ecografia è innocua per il feto? Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre venticinque anni e mai sono stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Per tale ragione, con le procedure oggi adottate, l'uso diagnostico dell'ecografia è ritenuto esente da rischi.
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