 Che cos'è: Sul piano teorico è la metodica di imaging più valida per l'analisi biostrutturale dei tessuti molli e quindi della mammella. Per l'indagine la paziente è in posizione prona con le mammelle appoggiate in apposite coppe, previo posizionamento di ago-cannula in una vena periferica del braccio. L'esame dura 20-25 minuti.
A cosa serve: Consente di rappresentare con estrema precisione l'architettura del tessuto ghiandolare e le sue anche modeste alterazioni con immagini dotate di contrasto superiore alle tradizionali metodiche quali la mammografia e l'ecografia. E' indispensabile precisare che la RM non è in grado di sostituire la mammografia come primo esame nella diagnosi precoce delle neoplasie. La RM della mammella è particolarmente indicata per: la classificazione loco-regionale di neoplasie mammarie accertate, specie per escludere la multicentricità o la presenza di una lesione controlaterale; lo studio post-operatorio o post radio-chemioterapico; le complicanze delle protesi mammarie; le metastasi, specie ascellari, da carcinoma di origine sconosciuta e con mammografia negativa. E' inoltre utile, come approfondimento diagnostico, nei casi di seni "densi" di difficile studio mammografico, in presenza di anamnesi familiare positiva e/o di fondato sospetto clinico.
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