 Le allergopatie sono affezioni che si manifestano clinicamente con quadri diversi ma che hanno un comune meccanismo patogenetico: un’abnorme reattività dell’organismo verso sostanze eterologhe definite allergeni, innocue per i soggetti normali.
Tali sostanze determinano nei soggetti sensibilizzati specifiche reazioni immunitarie, umorali e/o cellulari, responsabili delle manifestazioni.
La congiuntiva è una mucosa largamente esposta al contatto con numerosi allergeni inalanti quali pollini, acari, derivati epidermici, muffe, ecc. Offre inoltre un enorme vantaggio rispetto alla mucosa respiratoria (nasale e bronchiale): è facilmente accessibile all’esame clinico, citologico ed istologico e permette di monitorizzare la risposta all’allergene senza ricorrere a metodiche esplorative traumatiche.
La congiuntiva normale è costituita da un epitelio cilindrico, formato da due a cinque strati di cellule, che si posa su una lamina propria costituita principalmente da connettivo lasso.
Morfologicamente, sia l’epitelio sia la lamina propria sono caratterizzati dalla presenza, anche in condizioni normali, di cellule infiammatorie il cui numero varia secondo lo stato reattivo in cui si trova la mucosa.
In assenza di malattia il reperto citologico della congiuntiva normale presenta linfociti T, linfociti B, neutrofili, mastcellule, plasmacellule (secernenti IgA e in minor misura IgE) e monociti.
In condizioni infiammatorie si trovano inoltre eosinofili e basofili: la loro presenza è da correlare ad una condizione allergica.
A livello congiuntivale la risposta all’allergene, sia clinica sia cellulare, può essere valutata durante la fase acuta della malattia, conseguente all’esposizione ambientale all’allergene, oppure dopo test di provocazione specifica.
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