 I pollini rappresentano gli elementi maschili cui è demandato il compito di fecondare gli ovuli (elementi femminili) delle piante superiori.
Le dimensioni dei pollini variano, a seconda delle specie di piante da un minimo di 5 micron ad un massimo di 200 micron (1 micron = 1/1000 mm).
I pollini liberano il loro contentuto allergenico nelle prime vie aeree, subito dopo il primo impatto con le mucosa rino-faringea. A causa delle loro dimensioni, infatti solo pochi pollini sono in grado di depositarsi nelle medie vie aeree.
I pollini, per essere in grado di sensibilizzare un soggetto e produrre una pollinosi, debbono avere le seguenti proprietà:
- contenere componenti specifici atti a sensibilizzare
- appartenere a piante, i cui pollini vengono trasportati dal vento per l’impollinazione
- essere prodotti in grande quantità
- essere molto leggeri, onde essere trasportati a grande distanza
- appartenere a piante di larga diffusione
Osservando una spora o del polline isolato è possibile determinare l’identità della pianta produttrice.
Lo studio della composizione del polline, ha rivelato che è molto ricco di vitamine: vitamina C, PP, del gruppo B, D, E, provitamina A. E’ stata inoltre rinvenuta la presenza di una sostanza estrogenica.
La pollinazione si dice anemofila se avviene per mezzo del vento; entomofila quando avviene per mezzo degli insetti.
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