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SALUTE e DIAGNOSTICA - ESAMI SPECIALISTICI
Ecodoppler ed Ecocolordoppler
L’abbinamento dell’ecotomografia ad elevata risoluzione con il reperto Doppler in analisi spettrale consente la valutazione contemporanea e in tempo reale delle caratteristiche morfologico-strutturali ed emodinamiche del singolo vaso esaminato

Dott.ssa R. Zanchi

L’Ecodoppler è una combinazione dell’immagine ecografica e del Doppler continuo o pulsato nella stessa apparecchiatura.
L’abbinamento dell’ecotomografia ad elevata risoluzione con il reperto Doppler in analisi spettrale consente la valutazione contemporanea e in tempo reale delle caratteristiche morfologico-strutturali ed emodinamiche del singolo vaso esaminato.
Il rilievo ecografico è attuato con scansioni, rapide esplorazioni effettuate automaticamente dal fascio ultrasonoro, con sonde lineari o settoriali.
Entrambi determinano una ‘spazzolatura’ veloce e interativa del fascio attraverso i tessuti in esame e utilizzano sonde meccaniche o elettroniche.
Il Doppler Pulsato, che opera in tempo reale con l’eco, analizza a profondità determinabili, in base alla finestra acustica, la dinamica di corrente ematica nel vaso esplorato.
Fornisce informazioni sulla velocità, sulle caratteristiche e sulla direzione del flusso in una specifica regione definita dalla dimensione del volume campione.
Attraverso l’analisi spettrale del segnale permette di dare un significato funzionale alla lesione anatomica visualizzata ecograficamente.
Il Doppler permette inoltre di posizionare in modo corretto il volume campione all’interno del vaso, di verificare l’angolo di incidenza del fascio ultrasonoro e di misurare i diametri vasali per calcoli di portata.
L’introduzione del color doppler, che consente in tempo reale di evidenziare in colore il flusso, ha aumentato notevolmente le possibilità diagnostiche del reperto emodinamico Doppler.
Tutti i sistemi color doppler codificano le direzioni del flusso in due colori: rosso per il flusso
in avvicinamento alla sonda in blu quelli in allontanamento.
L’Ecocolordoppler permette uno studio anatomico-funzionale dei vasi cerebroafferenti del circolo arterioso e venoso degli arti, dei vasi addominali e permette di studiare settori dove le tradizionali metodiche in bianco-nero non sono pienamente applicabili (studio delle stenosi serrate, aneurismi e pseudoaneurismi, studio delle trombosi venose, vascolarizzazione tumorali, fistole artero-venose, nel campo dei trapianti renali, studio dei vasi penieni e spermatici ).

UTILIZZO

Studio dei tronchi sopra aortici (T.S.A).
L’ecodoppler è oggi l’esame diagnostico di scelta per la valutazione del distretto carotideo e vertebro-basilare; ciò deriva dalla sua non-invasività, dalla possibilità di ottenere informazioni morfologiche ed emodinamiche in tempo reale (spesso più accurate dell’angiografia), dall’assenza di controindicazioni o complicazioni.
L’esame dei vasi sovraortici prevede l’utilizzo di sonde lineari da 4-7MHz.
Il paziente è in decubito dorsale con l’esaminatore alla testa del paziente.
Le indicazioni per cui viene richiesto sono generalmente rappresentate dalla comparsa di sintomi ‘emisferici’ quali parestesie, dislalie, amaurosi, ipostenie monolaterali e sintomi ‘non emisferici’ quali confusione mentale, vertigini, amnesie, disturbi visivi. E’ infine considerato l’esame di prima scelta nell’individuazione delle lesioni arteriosclerotiche precoci.

Applicazioni:
- Valutazione delle caratteristiche strutturali ed emodinamiche dei vasi esplorati.
- Studio delle lesioni steno-ostruttive (stenosi lieve, moderata, critica, pseudoocclusioni,
occlusione).
- Studio morfologico delle placche (ipoecogene-iperecogene, omogenee-disomogene, a profilo regolare-irregolare; placca ulcerata emorragia sottointimale) con valutazione del rischio emboligeno.
- Studio delle tortuosità di decorso (angolature, kinking, coiling).
- Studio del furto della Succlavia (furto completo, incompleto, permanente, transitorio).
- Studio di aneurismi della Carotide.
- Tumori glomici.
- Megadolicoarterie.
- Controllo intra e post-operatorio.
- Esame base del check-up cardio-vascolare.


Studio del distretto aorto-iliaco e dell’asse arterioso degli arti inferiori.
L’utilizzo dell’ecodoppler nello studio delle arteriopatie degli assi arteriosi degli arti inferiori è conquista più recente e si arricchisce costantamente di nuove possibilità e di nuovi elementi.
L’elevata attendibilità e affidabilità della metodica ha portato addirittura a discutere l’utilità e la necessità dell’esame angiografico ed alla sua possibile sostituzione con l’ecodoppler in alcuni particolari casi di lesioni ostruttive.
Lo studio ecografico del circolo arterioso periferico prevede l’utilizzo di sonde lineari da 7,5 MHz, mentre per lo studio dell’aorta e degli assi ilaci sonde da 3.5-5 MHz.
Il paziente è in posizione supina e leggermente declive; lo studio del distretto popliteo viene effettuato con paziente in posizione prona.

Principali applicazioni:
- Mappaggio dei segmenti stenotici e/o occlusi.
- Analisi morfologica delle placche ATS (nell’indicazione alla PTA è importante conoscere
non solo l’estensione della lesione stenosante, ma anche la sua natura e le sue caratteristiche
peculiari, per es. la sua dilatabilità o la sua plasticità).
- Ricerca delle lesioni ulcerate possibili fonte di emboli periferici (ateroembolia).
- Studio degli aneurismi (mappaggio, misurazione, analisi delle pareti, ampiezza del
lume residuo del vaso, analisi dei flussi).
Identificazione di patologie compressive (es. intrappolamento della poplitea, compressioni
estrinseche a vari livelli).
- Studio delle pareti arteriose nei processi arteritici (malattia di Burger, malattia di
Takayasu).
- Follow-up dei pazienti sottoposti a chirurgia arteriosa (studio delle anastomosi
prossimali e distali dei by-pass , formazioni di eventuali pseudoaneurismi, rotture -
infezioni - trombosi delle protesi, studio della situazione emodinamica dei segmenti rivascolarizzati.

Limiti
Nello studio dell’aorta addominale l’esame può essere ostacolato dalla presenza di meteorismo intestinale. Altra limitazione può essere la presenza di estese calcificazioni parietali dei vasi che, essendo impenetrabili dagli ultrasuoni, determinano estesi coni d’ombra che ostacolano la visualizzazione delle strutture sottostanti. Altri limiti della metodica sono relativi all’apparecchio (potere di risoluzione della macchina).


Studio del distretto vene cava-iliache e venoso periferico.
Nella diagnostica della patologia venosa l’ecodoppler rappresenta il mezzo più utile ed affidabile superando le metodiche non invasive funzionali (pletismografia, doppler c.w.) e la flebografia.
L’esame si basa sulle rilevazioni morfologiche ed emodinamiche del distretto profondo e di quello superficiale utilizzando sonde con frequenze operative dai 7.5 ai 10 MHz per gli arti inferiori e sonde da 3.5-5 MHz per lo studio della cava e delle iliache.
Il paziente è in decubito dorsale con un rialzo dello schienale di 45 gradi per permettere una distensione venosa ottimale. Lo studio dei vasi del cavo popliteo è attuato con paziente in posizione supina con arto leggermente flesso. Lo studio del sistema superficiale si effettua in ortostatismo.

Principali applicazioni:
- Valutazione morfologica ed emodinamica del sistema venoso profondo e superficiale (pareti venose, valvole venose, flussi, reflussi).
- Studio delle varianti anatomiche (safene accessorie, crosse safenica esterna ecc.).
- Studio delle perforanti.
- Topografia delle varici (valutazione della strategia chirurgica).
- Studio delle recidive chirurgiche (presenza di collaterali, di neocrosse).
- Studio della trombosi venosa superficiale (caratteristiche del trombo, possibile estensione al sistema venoso profondo).
- Studio della trombosi venosa profonda: estensione del processo trombotico, sviluppo di circoli di compenso, morfologia del trombo (caratteristiche di superficie e di struttura con la possibilità di ‘datare’ la sua età ), valutazione del rischio di embolizzazione (trombo flottante , non occludente), classificazione del trombo (neoplastico,chimico).
- Studio della sindrome post-flebitica (SPF di tipo ostruttivo, di supplenza, restrittiva, da ricanalizzazione).
- Studio di compressioni estrinseche a vari livelli (processi espansivi benigni o maligni, cisti di Baker, ematomi sottofasciali ecc.) e degli ostacoli anatomici (sindrome del soleo, compressione della femorale superficiale al canale degli adduttori, compressione della vena da parte dell’arteria ecc.).
- Studio delle fistole artero-venose.


Studio distretto arterioso e venoso arti superiori
L’esame viene eseguito con paziente in decubito dorsale con adduzione dell’arto superiore per l’insonorizzazione del distretto arterioso succlavio-ascellare; mentre per la visualizzazione delle strutture vascolari del braccio-avambraccio l’arto superiore è in abduzione.
Lo studio degli assi venosi è effettuato con il paziente seduto a braccia pendenti.

Applicazioni:
- Sindrome dello stretto toracico.
- Steno-ostruzione della succlavia prevertebrale con fenomeni di furto.
- Compressioni estrinseche arteriose o venose da parte di adenopatie, neoplasie mediastiniche, ecc..
- Studio della patologia aneurismatica.
- Preparazione e monitoraggio di fistole artero-venose per dialisi.
- Studio della trombosi venosa superficiale e profonda.

 

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