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SALUTE e DIAGNOSTICA - ESAMI SPECIALISTICI
Le anestesie usate nella chirurgia estetica
Quali sono e come agiscono

redazione

Con il termine anestesia si intende l’abolizione della sensibilità in tutte le sue forme.
Molto brevemente, possiamo distinguere la sensibilità obbiettiva in sensibilità superficiale (tattile, termica e dolorifica), sensibilità profonda (dolorifica profonda, alla pressione, sensibilità muscolare e articolare...), sensibilità viscerale.
L’anestesia costituisce parte integrante di qualsiasi intervento chirurgico. Il progresso della chirurgia fu infatti accompagnato da quello dell’anestesia, poiché i due elementi si completano a vicenda.
I metodi dell’anestesia chirurgica possono essere classificati a seconda della sede di azione delle sostanze anestetiche.
Nella chirurgia estetica vengono utilizzati vari tipi di anestesia.
Si ricorre ad anestesia locale per contatto quando l’intervento è limitato ad una piccola zona anatomica. Si ottiene con una pomata anestetica applicata sulla zona di intervento. Consente di eseguire interventi estremamente superficiali quali ad esempio i prelievi di cute per innesti liberi , legatura e sezione del frenulo nei casi di frenulo breve.

L’infiltrazione è una forma di anestesia locale più sofisticata indicata per superfici più grandi. Consiste in una miscela di anestetico locale con del siero fisiologico che si inietta lentamente sotto la pelle della zona da trattare. Ha un doppio vantaggio: oltre all’attività anestetica locale, permette al chirurgo di eseguire un’idrodissezione dei tessuti facilitando l’intervento.
Esempi tipici di utilizzo sono i minilifting e il trattamento di una piccola culotte de cheval. Non richiede ospedalizzazione.

La analgesia neurolettica è una forma di anestesia generale molto leggera; non vi è depressione respiratoria, quindi nessuna intubazione. La profondità di questa anestesia varia secondo le necessità tecniche. Il suo uso è molto frequente; richiede di solito mezza giornata di ospedalizzazione e viene utilizzata, in particolare, per il trattamento delle quattro palpebre e di alcune lipoaspirazioni.

L’anestesia generale è la più utilizzata, in quanto offre maggiore confort operatorio al chirurgo e al paziente ed in molti casi rappresenta l’unica opzione possibile.

La rachianestesia agisce a livello dei nervi rachidiani degli arti. E’ abbastanza usata per le zone al disotto del bacino come ad esempio per la lipoaspirazione delle cosce ed è, solitamente, molto gradita dal chirurgo e dal paziente.
 

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