 Vengono considerati come invalidi civili:
il cittadino, di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, con menomazioni congenite o acquisite e con una riduzione della propria capacità lavorativa almeno pari ad 1/3;
il minorenne con persistenti difficoltà nello svolgimento dei compiti e delle funzioni tipiche della sua età;
il cittadino di età superiore ai 65 anni e con difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età.
Non possono essere considerati invalidi civili gli invalidi per motivi di guerra, di lavoro o servizio, i ciechi civili ed i sordomuti tutelati da norme specifiche.
I diversi gradi di invalidità:
I benefici previsti dalla legge variano a seconda del diverso grado d'invalidità, che viene stabilito sulla base di apposite tabelle:
il 33,33% è la soglia minima per poter essere considerato invalido ed avere, di conseguenza, diritto a prestazioni protesiche ed ortopediche;
il 46% fa sorgere il diritto all'iscrizione nelle liste speciali ai fini dell'assunzione obbligatoria al lavoro.
Per avere diritto alle prestazioni economiche, la legge richiede un grado maggiore d'invalidità:
se l'interessato è maggiorenne:
con il 74% viene riconosciuta la qualifica di invalido parziale con conseguente diritto all'assegno mensile;
con il 100% viene riconosciuta la qualifica di invalido totale con conseguente diritto alla pensione d'invalidità. Nel caso in cui l'interessato non sia autosufficiente e non sia in grado di deambulare autonomamente gli viene riconosciuta altresì l'indennità di accompagnamento.
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