 Verso l’undicesimo/dodicesimo secolo, il centro della cultura araba si sposta da Baghdad ai Califfati di Spagna, specialmente a Cordoba e a Siviglia.
In quest’area estrema del dominio islamico, raggiungono grande fama alcuni medici, chirurghi e filosofi.
Abul Qasim, conosciuto in Occidente col nome di Albucasis, nasce a Cordoba probabilmente nel 936. Fu medico, chirurgo e farmacista; la sua fama è in gran parte dovuta alla sua monumentale opera "Libro per la guida di coloro che non sanno scrivere libri".
Un'enciclopedia medica in trenta capitoli, o trattati, per complessive millecinquecento pagine, frutto di circa cinquant’anni di pratica e di insegnamento medico.
Gli argomenti sono molteplici: l’ostetricia, l’oculistica, i preparati farmaceutici, la dietetica, la chimica e la psicoterapia.
Albucasis fu il primo a praticare l’asportazione della rotula fratturata e la litotomia intravescicale nella donna.
In ostetricia inventa quella che oggi viene detta "posizione di Walcher" e realizza nuovi tipi di forcipe, usati però solo per estrarre feti morti.
Dimostra, come altri medici antichi, molta simpatia per il cauterio, del quale ne prescrive l’uso ogni qualvolta "che li altri metodi sono falliti".
Descrive la tecnica di vari interventi all’occhio, la fistola lacrimale, i polipi auricolari, nonché uno speciale metodo di intervento per il tumore alla mammella. Settecento anni prima di Ambroise Paré procede alla legatura delle arterie consigliando vari tipi di filo per la sutura. Oltre ad essere il più grande dei chirurghi dell’Islam medievale, Albucasis fu grande insegnante e psichiatra: per curare la depressione inventò un composto a base di oppio che lui stesso definì "apportatore di gioia in quanto rilascia l’anima, scaccia i cattivi pensieri e l’ira, modera i temperamenti e riesce utile contro la malinconia".
Introdusse in medicina numerosissime sostanze di cui descrive la preparazione, talora sorprendente e l’uso.
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