 Considerando i dati europei nel loro complesso, la sopravvivenza a 5 anni per i diversi tumori analizzati varia da un massimo del 93% per i tumori del testicolo ad un minimo del 4% per quelli del pancreas. In figura1 sono rappresentate le sopravvivenze a 5 anni dalla diagnosi per il complesso dei pazienti adulti in Europa (uomini e donne in età compresa tra 15 e 99 anni).Testicolo, tiroide, melanoma, linfomi di Hodgkin sono i tumori a più alta sopravvivenza, 80% o più. Essi tuttavia costituiscono solo il 4% del complesso delle diagnosi di tumore.Un quinto dei casi di tumore negli adulti si osserva invece in sedi con prognosi molto sfavorevole: polmone, colecisti, esofago, fegato e pancreas, che presentano tutte delle sopravvivenze a 5 anni inferiori al 15%. Per quanto riguarda le neoplasie a più alta incidenza nella popolazione, la sopravvivenza è pari a 11% per il tumore del polmone, 77% per il tumore della mammella, 51% e 48% rispettivamente per colon e retto, 67% per il tumore della prostata e 23% per il tumore dello stomaco.
La figura 2 confronta la sopravvivenza per tumore della mammella a 5 anni, nei paesi europei partecipanti a Eurocare. La sopravvivenza media è 76%, ma esistono notevoli variazioni geografiche: nei paesi nordici (Finlandia, Svezia, Islanda)e in Italia, Francia, Svizzera i valori sono superiori all’ 80% mentre nei paesi dell’Europa dell’Est le percentuali sono attorno al 60-70%.
L’andamento della sopravvivenza per sesso ed età
La sopravvivenza per l’insieme dei tumori maligni nelle donne è superiore a quella degli uomini in tutte le fasce di età (Figura3) . Il divario tra i due sessi è dovuto in buona parte al fatto che i tumori che colpiscono prevalentemente gli uomini e le donne, ovvero polmone e mammella rispettivamente, hanno una prognosi drammaticamente diversa. Analizzando i dati relativi alle 36 sedi tumorali che si presentano in entrambi i sessi, la sopravvivenza delle donne è comunque superiore a quella degli uomini in 28 sedi, mentre solo in 5 (colecisti, laringe, labbro, vescica e leucemia linfatica acuta) la sopravvivenza è lievemente superiore negli uomini.
La sopravvivenza diminuisce con l’età alla diagnosi. In ° Figura 3° è presentata la sopravvivenza a 5 anni per l’insieme dei tumori in Europa per varie fasce d’età. La maggiore mortalità nelle età anziane è naturalmente in parte anche all’effetto di altre patologie, non dovute e non associate al cancro. Per eliminare dagli indicatori di sopravvivenza l’effetto di patologie diverse dal tumore specifico analizzato si usa un metodo di aggiustamento statistico noto come sopravvivenza relativa. La sopravvivenza relativa è l’indicatore più appropriato anche per i confronti tra i sessi, tra diverse popolazioni, o tra diversi periodi temporali di diagnosi, poiché la mortalità generale (dovuta ad altre cause) varia rispetto a tutti questi fattori. Anche considerando la sopravvivenza relativa (Figura 3b), i livelli di sopravvivenza per tutti i tumori variano comunque con l’età alla diagnosi dal 61% al 36% negli uomini e dal 73% al 38% nelle donne passando dalla fascia di età più giovane (15-44 anni) alla più anziana (75-99 anni).
Eccezioni importanti a tale andamento decrescente sono costituite dai tumori della mammella, in cui si osserva il massimo valore di sopravvivenza nella classe di età 45-54 anni, e della prostata, che ha la miglior prognosi nelle età comprese tra 55 e 64 anni. (Figure 3c e 3d).
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