 La LIPU (Lega italiana Protezione Uccelli) esprime soddisfazione per la decisione della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del 1° Ottobre scorso di aumentare le Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Regione, che passano così da 41 a 61 per un totale di 155mila ettari. 20mila i nuovi ettari di territorio, in precedenza non tutelato, che rientrano ora all’interno di Rete Natura 2000, in particolare nelle Province di Parma, Modena e Bologna.
Con questa delibera la Regione Emilia-Romagna risulta la seconda Regione italiana a reagire alla sentenza della Corte di Giustizia europea del 20 Marzo scorso, che condannava l’Italia come inadempiente nell’individuazione di ZPS ai sensi della Direttiva Uccelli del 1979
Tale sentenza si basava sull’inventario delle IBA (Important Bird Areas), ossia al progetto diBird Life International che la LIPU ha curato per l’Italia individuando le zone importanti per la riproduzione e la sosta degli uccelli. Le Regioni italiane sono quindi ora tenute a mettersi in regola con la Direttiva comunitaria. "Siamo soddisfatti dell’operato della Regione Emilia-Romagna–spiega Ariel Brunner, Responsabile IBA e Rete Natura 2000 della LIPU–anche se vi sono ancora delle piccole carenze come ad esempio la non completa designazione del fiume Taro.
Nonostante ciò giudichiamo la nuova perimetrazione delle ZPS della Regione, nel suo insieme, adeguata."
Ma l’esempio dell’Emilia-Romagna è quasi "unico" in Italia. L’unica altra Regione italiana che si è attivata in seguito alla condanna dell’Italia è il Veneto. "La Regione Veneto–spiega Brunner–è stata la prima Regione a estendere il proprio sistema di ZPS. Questa designazione, pur espandendo in maniera significativa la rete di siti tutelati, lascia ancora senza protezione significative porzioni dei due siti di maggiore importanza delle Regione: Delta del Po e Laguna Veneta."
Gravissima invece la situazione per le altre Regioni italiane, che ancora oggi non hanno adottato alcun provvedimento. "Riteniamo sconcertante–conclude Brunner-che a sei mesi dalla condanna dell’Italia, solo due Regioni abbiano affrontato il problema della designazione delle ZPS, mentre le Regioni più indisciplinate, causa primaria della condanna in sede Ue, e delle quali il caso più emblematico è quello della Sardegna, continuano a non dare risposte. Di questo passo l’Italia andrà incontro a pesanti multe."
Articolo tratto dal sito LIPU: www.lipu.it
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