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CURIOSITÀ - PARLA L'ESPERTO

Farmaci sotto accusa. La vicenda della cerivastatina.
Intervista al Professor Paolo Portaleone

Paolo Portaleone è Professore Ordinario di Neuropsicofarmacologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino.
È il docente di Farmacologia Speciale del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.

1 Cosa pensa della vicenda della cerivastatina e in genere degli ultimi avvenimenti legati alla farmacologia? Il 2001 è stato un anno farmacologico paradigmatico, partito con lo scandalo del Nandrolone, poi quello della cerivastatina, poi la questione dei farmaci generici a minor costo in farmacia, poi il fatto locale della paroxetina, dello Seroxat.

La prima delle sorprese è che i medici non prescrivono i farmaci generici disponibili, quasi non volessero fare risparmiare il paziente. Il problema è che i medici non conoscono il principio attivo contenuto nei farmaci di specialità, per cui quando devono utilizzare il nome generico hanno delle difficoltà. Non sempre, soprattutto se non si tratta della propria specialità, c’è l’associazione tra il nome generico e il nome commerciale.

In campo farmacologico si realizza poi una cosa sorprendente, che vale solo in questo campo, e cioè che il nome di specialità si mantiene per analoghi effetti e applicazioni, anche se quel prodotto non contiene più quel principio attivo. È assurdo. Supponiamo che una certa azienda statunitense, ritenendo che la sua bevanda a base di cola faccia male allo stomaco, decida di produrne una a base di chinotto, senza cambiarne il nome; il consumatore, credendo di comprare la bevanda a base di cola, comprerebbe quindi una bevanda a base di chinotto. Si arrabbierebbe, giustamente, e gli Organismi di Controllo interverrebbero parlando di truffa in commercio.
 

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