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Lo Stato e la ricerca. Il punto della situazione. Intervista al Professor Roberto Defez
Roberto Defez è ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e lavora a Napoli presso l’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica. Da 16 anni si interessa di batteri fertilizzatori, che danno cioè composti azotati alle piante leguminose. Laureatosi a Napoli, ha fatto un periodo di specializzazione all’Istituto Pasteur di Parigi.
1 Quale deve essere l’impegno di uno Stato per il finanziamento della ricerca?
L’impegno deve essere notevolissimo, direi almeno tre volte superiore a quello che viene erogato attualmente in Italia. L’impegno è direttamente legato al livello culturale di una nazione. Posso citare diversi casi in cui nonostante crisi economiche anche profondissime (Cuba alla fine degli anni novanta investiva in biotecnologia più dell’Italia di oggi; gli Stati uniti sono oggi in guerra, ma non hanno usato questa scusa per tagliare i fondi alla ricerca che sono rimasti circa tre volte superiori a quelli italiani) governanti lungimiranti hanno deciso di investire nella ricerca scientifica, perché è come investire nel futuro di una nazione, così come non investire nel futuro di una nazione significa decidere che gli effetti della nostra negligenza odierna verranno pagati dai nostri figli e dai nostri nipoti. Non investire nella ricerca scientifica significa che i nostri figli e i nostri nipoti dovranno acquisire all’estero la cultura, il know-out e i brevetti per svolgere le loro attività; saranno quindi debitori verso l’estero di cultura, sapere e tecnologia che noi non stiamo producendo. Credo che uno stato che non riesce a vedere il bene dei propri eredi sia uno stato monco, miope e molto poco raccomandabile.
2 Quanto deve essere dato alla ricerca pura e quanto alla ricerca applicata?
Questi parametri si stanno progressivamente modificando. Credo che sia importante non eccedere nei finanziamenti alla ricerca pura di base, così come non è corretto investire troppo solo nella ricerca applicata.
Lo schema sistematico è sempre lo stesso: un’ottima ricerca di base genera automaticamente un’ottima ricerca applicata e per scegliere quanta ricerca di base occorra non ci sono ricette applicabili ovunque; dipende dal livello culturale locale, dalle capacità scientifiche di ogni singola nazione.
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